
Cenni Storici
Di questa chiesa, che è situata sulla via
Appia direzione Terracina, non si conosce
l'origine, fu costruita probabilmente verso
la fine del XIV secolo e presenta lo
stesso stile di molte chiese di Fondi con
porticato e archi ogivali.
Le prime informazioni ci vengono dal
resoconto della visita che il vescovo G. B.
Comparini effettuò a Fondi nel 1599,
all’epoca la chiesa risultava di proprietà
del Municipio di Fondi, ed era, stando
alle parole della relazione, ricoperta dalle
paludi.
Nel 1610 essa passò alla congregazione
dei Padri Gerolomini, che vennero ad
abitare in un piccolo convento annesso.
Ma dopo qualche anno, l’insalubrità
dell’aria convinse i Padri ad abbandonare
la zona.
La struttura architettonica decisamente
insolita non favorisce i tentativi di
stabilirne l’epoca della costruzione,
è probabile che vi siano stati interventi
successivi con l’apertura del doppio portale
sui lati corti a sostituire il primo ingresso
che si affacciava sul tracciato antico della
Via Appia e del quale si intuisce la
presenza sulla parete a cui era addossato
l’altare.
L’affresco sulla parete della sagrestia fu
commissionato dallo stesso Comparini e
risale agli inizi del XVII secolo,
questo rappresenta Gesù crocifisso tra
due santi di dubbia identificazione,
perché deteriorati dall’umidità.
Nel ricco patrimonio della chiesa,
ricordato da Comparini, spiccavano due
altari, un’acquasantiera, varie offerte votive
dei fedeli, calici d’oro, drappi di seta.
Tutto ciò oggi è scomparso.
La relazione della visita del Comparini
cita anche due immagini della Madonna
con Bambino, poste ai due lati
dell’ingresso, e rispettivamente di marmo
e di alabastro, una di queste immagini
è oggi visibile nel museo civico, ed è
attribuita al maestro Domenico Gagini.
Si parla inoltre, di due campane, una
delle quali recentemente è stata recuperata
e trasferita nel museo.
L’iscrizione sulla campana cita come
committente Onorato II Castani nel
1451.
Dal momento che anche l’opera
di Gagini è collocabile negli stessi anni,
possiamo supporre che il conte Onorato
II, da grande mecenate quale era,
abbia provveduto alla ricostruzione di
una preesistente chiesa, secondo una
pratica seguita anche per molti altri
monumenti fondani.
Alcuni affreschi, ormai quasi illeggibili,
potrebbero testimoniare l’antichità del
primo nucleo di questa struttura.
Sopra una parete della chiesa c'era
l’affresco della “Beata Vergine con in
braccio il piccolo Gesù”, di esso resta un
angelo che regge un candeliere il cui volto
ha delle affinità con gli Angeli di
Cristoforo Scacco.
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