
Il Castello Baronale è composto da
un magnifico maschio o torrione rotondo,
accuratamente costruito con pietre di
taglio, con merlatura sostenuta da
mensole in aggetto che s'innalza grandioso
sopra una torre quadra di muratura
irregolare e scadente, la cui base è
formata da grossi conci di pietra
squadrata, esso è separato da una
intercapedine e perciò completamente
isolato.
Alla stessa epoca della torre
appartengono le restanti parti della rocca
con le alte torri cilindriche agli angoli,
costruite con pietrame irregolare.
Si hanno così tre epoche distinte nella
costruzione: base o zoccolo (forse del
principio del secolo XIII), torre
quadra e torri laterali (principio del secolo
XIV), mastio (seconda metà del secolo
XV).
La costruzione del castello venne iniziata
nel 1319 insieme con la ristrutturazione
della cinta muraria (della quale se ne
possono ancora scorgere alcune parti),
da Roffredo III Caetani che voleva
farne il centro della sua signoria,
contestualmente ad esso fu eretto il
Palazzo Baronale, utilizzato come
elegante abitazione, collegato al castello
con un passaggio.
La famiglia Caetani ebbe un ruolo
rilevante nella città, fu infatti sotto la
protezione di Onorato Caetani che nel
1534 venne eletto a Fondi l'antipapa
(scisma d'occidente) Clemente VII,
la città acquistò così l'appellativo di
"Città di Satana'' in quanto fu nelle sale
del castello che il 20 settembre si riunì
il conclave di cardinali che portò a tale
elezione.
Nel 1504 il ducato passò ai
Colonna e poi ai Gonzaga.
Importante è la figura della principessa
Giulia Gonzaga (cantata dall'Ariosto
nell'Orlando Furioso), vedova di
Vespasiano Colonna duca di Fondi,
che fece del suo palazzo un ritrovo
culturale tanto che in età Rinascimentale
Fondi venne ribattezzata come
''la piccola Atene''.
La fama della sua bellezza raggiunse
il corsaro saraceno Kai-Ed-Din detto
Barbarossa, che progettò il suo rapimento
per farne dono al sultano Solimano.
La leggenda vuole che Giulia avvertita in
tempo sia fuggita attraverso il sotterraneo
che si troverebbe nello stesso castello.
Possente struttura dal fascino
incontestabile, il castello ha nel corso del
tempo subito molti lavori di restauro e
adattamento mantenendo però le sue
caratteristiche architettoniche e la
consistenza, nel 1840 per ragioni di
sicurezza venne abbattuta la merlatura
del mastio, nel 1861 venne adibito a
carcere mantenuto fino al 1931.
L'ultimo lavoro di restauro ha trasformato
il castello in una struttura visitabile che
ospita il museo civico (accoglie reperti di
epoca romana) e metà del salone di pian
terreno funge da sala-incontri e aula per
il consiglio comunale.
Dai lavori di consolidamento e restauro
sono venuti alla luce particolari
architettonici, storici ed ambienti
insospettati. In una delle finestre
strombate della torre sud-est si conserva
ancora l'intonaco originale sul quale erano
graffiti disegni, frasi e nomi di persone,
che nel "maniero" erano state rinchiuse
prigioniere.
Il Castello Baronale, da sempre simbolo
della città, rappresenta uno dei rari
esempi di fortezza costruita in pianura.
Con i suoi 31,54 metri di altezza domina
imponente tutta la Piana.
La torre-faro del IV-III sec. a.C.,
nata come monumento funebre, venne in
seguito elevata a torre di osservazione
e infine adattata ad opera di difesa e
anche a carcere.
E' formata da un bastione di forma
cubica di circa 20 m di altezza che
imbraca la parte cilindrica che si eleva
fino a 33 m. Accanto si erge la possente
mole della fortezza Caetani con le sue
due torri angolari, caratterizzate
dall'orlatura con le "piombatoie", che
permetteva ai difensori di essere protetti
anche quando erano costretti a lanciare
in verticale qualsiasi tipo di proiettile o
strumento di offesa contro gli assalitori.
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