
Cenni Storici
Il primo tentativo di raccogliere il
patrimonio archeologico fondano risale al
1844, quando l’allora sindaco e cultore
di storia locale Giovanni Sotis fece
trasportare il materiale, rinvenuto durante
scavi occasionali, nell’ex-convento di San
Domenico. La seconda sede fu il chiostro
di un altro ex-convento, quello di San
Francesco: fu l’archeologo D. Faccenna
a curare l’allestimento, collocando il
materiale, più altri pezzi nel frattempo
aggiuntisi, lungo le pareti del pregevole
chiostro.
Una parte del materiale è ancora
ospitata in questa sede, in via temporanea:
l’inadeguatezza ne è stata dimostrata nel
corso degli anni dai numerosi furti,
che hanno impoverito la collezione di
pezzi di grande importanza.
Anche per questo motivo negli ultimi
decenni del XX secolo prendeva corpo
finalmente il progetto di dotare la città
di Fondi di un luogo adatto a conservare
e valorizzare l’importante patrimonio
storico ed archeologico; la scelta ricadeva
quasi inevitabilmente su quello che è il simbolo della città, l’imponente castello
fortezza trecentesco dei Caetani.
Dopo un lunghissimo restauro e tanti
sforzi, finalmente nel luglio del 1997
è stata inaugurata la prima tranche del
nuovo Museo Civico.
Il progetto finale del Museo Civico
contempla quattro sezioni: preistorica,
romana, medievale ed una pinacoteca.
Attualmente è allestita una parte della
sezione romana, segnatamente quella
epigrafica, e la sezione medievale, ma
sono in corso i lavori che porteranno a
termine l’allestimento, oltre a dotare il
Castello di un ascensore per abbattere le
barriere architettoniche e consentire a tutti
la visita delle sale superiori e del
magnifico terrazzo.
Gioiello del museo è il raffinato rilievo
in alabastro di Domenico Gagini,
raffigurante la "Madonna col bambino"
(sec. XV).
Alcune Opere
• Statua acefala
Statua acefala di personaggio togato, col
braccio destro avvolto nella toga e la
mano destra che tiene il balteus.
Di pietra calcarea locale e grandezza naturale. Rappresenta probabilmente un
dignitario locale.
• Statua femminile in trono
Realizzata in marmo bianco. Poggia i piedi su uno
sgabello ed accavalla le gambe.
Il trono ha gambe modanate e sponde
decorate con motivo solare a raggi.
Indossa un lungo chitone ed un himation
ampio e leggero, che probabilmente copriva
anche il capo.
Lo schema generale e la posizione delle
braccia corrispondono al tipo della
Pudicitia, che ebbe fortuna nell'arte
funeraria romana tra il I sec. a.C. ed
il I sec. d.C.
In più, le gambe accavallate
presuppongono l'importante esempio della
Tyche di Antiochia, di cui però
l'esemplare fondano non ha la torsione
del busto, essendo caratterizzata invece
da una rigida frontalità.
• Il Sarcofago
Sarcofago marmoreo strigilato, di epoca
protocostantiniana (312-325 d.C.).
Il sarcofago, solcato dalle caratteristiche
strigilature che ne movimentano la superficie, presenta ai due lati una tipica
immagine dell'iconografia cristiana, ma
di origine pagana: il "Buon Pastore" con
pecorella sulle spalle.
La scena centrale ospita un "Orante",
con le bracci alzate in segno di preghiera,
affiancato da due Apostoli o Santi.
La lastra di alzato è decorata con scene
pastorali, che racchiudono un riquadro
centrale solitamente destinato a contenere
il nome del defunto.
Il monumento è una delle poche
testimonianze che abbiamo delle comunità
cristiane di Fondi nella tarda antichità,
e conferma l'importanza della presenza
cristiana nel territorio fondano, che fu
di lunga tradizione e ben radicata.
• Rilievo funerario
Rilievo funerario del tipo "A finsetra"
con busti. Ritratto ed iscizione di liberti
della gens Verria. Prima età augustea.
Proviene dalla località Cocuruzzo o
Cucuruzzo.
• Lastra marmorea
Lastra marmorea con iscrizione funeraria.
Età imperiale. Il testo si riferisce a una
copia di liberti (Freedman) della gens
Verria e il loro figlio.
• Anfora
Anfora di tipo Dressell, destinata al
trasporto di vino. Nel territorio fondano
erano presenti alcuni atelier per la
produzione di anfore, destinate al trasporto
dei famosi vini locali. II-Isec. a.C.
• Ara funeraria
Ara funeraria con epigrafe.
Ai lati sono rappresentati gli strumenti
del servizio funebre: patera ed urceus.
Pietra calcarea locale.
Prima età imperiale.
• Resti di Architrave
Una parte del grande architrave rinvenuto
in Via Manzoni nel 1935, diviso in
otto blocchi e lungo complessivamente
17 metri. Di marmo lunense, decorato con
un fregio di foglie di acanto riunite da
volte, apparteneva probabilmente al
macellum, edificio pubblico nato grazie
a due iscrizioni. I sec. d.C.
• Erma
Erma barbata con triplice corona di
riccioli e barba ondulata. Forse era parte
di un sostegno. si rifà al tipo dell'Hermes
Propylaios di Alkamenes.
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