
La città di Fondi sorge sulla pianura
litoranea compresa fra il mare Tirreno,
l’omonimo lago e i monti Aurunci.
Antichissima urbe aurunca fu successivamente occupata dai Volsci.
Di “Fundi” già se ne parla nell’anno
338 a.C. al tempo della guerra latina.
In tempi successivi ebbe la cittadinanza
senza suffragio, per poi vedersi
riconosciuti i pieni diritti nel 188 a.C.
La città conserva ancora oggi i resti di
quella che fu l’originaria cinta muraria
realizzata in opera incerta nel I secolo
a.C. con una delle porte su cui vi è ancora
l’epigrafe dei tre maestri edili che
restaurarono le mura.
In queste sono presenti alcuni tratti più
antichi realizzati in opera poligonale.
La conformazione di Fondi rappresenta
uno degli esempi più tipici dell’architettura
a pianta rettangolare romana, con cardini
e decumani, di cui il maggiore è la Via
Appia che corre da ovest a est e il foro
è l’attuale piazza principale.
Possesso della chiesa sin dal V secolo,
fu nell’anno 881 dal Pontefice Giovanni
VIII assegnato al Duca Ypato di
Gaeta Docibile I Gaetanus detto
“Magnifico” e restò sotto il dominio dei
suoi discendenti, i Duchi di Fondi, fino
all’anno 1149.
Entrata, successivamente, a far parte del
Regno Napoletano, fu tra il XII e
XIII secolo signoria dei Conti
dell’Aquila, per poi tornare ai Gaetani
nell’ottobre del 1299.
Questa famigli ne fece il centro della
propria potenza territoriale, politica ed
economica. Durante il loro governo
conobbe gran prestigio, in particolare nel
1378 divenne il fulcro dell’evento
scismatico e nelle sue mura si svolse
l’elezione e l’incoronazione dell’antipapa
Clemente VII (Roberto da Ginevra).
Nel corso del XV secolo assurse a più
potente contea del Regno Napoletano.
Confiscata al Conte Onorato III
Gaetani dell'Aquila d’Aragona agli inizi
del XVI secolo fu da Federico
d’Aragona assegnata a Prospero
Colonna, signoria conclusasi con Giulia
Gonzaga.
Dopo un breve dominio di Anna Carafa
andò ai Sangro. Decadde successivamente
alle incursioni Saracene del 1534 e del
1594 e dopo un lungo oblio cominciò a
rifiorire durante il regno dei Borbone delle
due Sicilie.
Antica è anche l’origine della sua diocesi
che si fa risalire al III secolo, anche se
di certo è attestata dal 487 e nel 1818
fu unita a quella di Gaeta.
Fondi conserva molte opere urbanistiche
e artistiche del XIV secolo.
Nella Chiesa di San Pietro vi sono un
ambone e una cattedra vescovile datata
tra il XII e il XIII secolo, oltre i
dipinti di Cristoforo Scacco e Antoniazzo
Romano, del XV secolo.
Altri esempi sono la chiesa di San
Francesco e il Chiostro di San Domenico,
ma è soprattutto ricca di monumenti del
XV secolo, dovuti alla munificenza del
Conte Onorato II Gaetani dell’Aquila
d’Aragona, ricordiamo: San Domenico,
la Colleggiata, il Castello, il Palazzo
Baronale in stile catalano, opera del
Forcimanya.
Copyright © 2007Imagestudio- Tutti i diritti sono riservati